L’Italia non è un Paese per giovani.. E la rivoluzione che verrà.

Nell’ultimo anno ho pensato e ripensato molto sulla tematica di noi giovani. E molto spesso mi ritornano in mente i pensieri di quando ero bambino. Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del nuovo millennio, infatti, i miei pensieri erano molto positivi su quel presente e pieni di prospettive per il futuro, e pensavo: “Come sono fortunato ad essere nato in quest’epoca!” . Tutta questa tecnologia, la possibilità di viaggiare a prezzi sempre più accessibili, e novità incredibili su un’Europa unita. La stessa introduzione dell’Euro; mi ricordo come se fosse ieri, la mia attesa e curiosità nel vedere con i miei occhi le prime monete in Euro scambiate in banca, una cosa entusiasmante!
Economicamente la popolazione stava piuttosto bene, anche se i “lamentoni” ci sono sempre stati. Il mondo del lavoro era abbastanza accessibile e tutto faceva presumere che il futuro sarebbe stato sempre meglio.

I Macro-trend a livello globale oggi, vedono ancora il settore tecnologico in espansione, con ritmi sempre più rapidi ed esponenziali (e questo mi gratifica ed entusiasma non poco!). Vediamo però una massiccia redistribuzione delle ricchezze verso i Paesi “più economici” (ovvero i Paesi dove la forza lavoro costa poco) e virtuosi (ovvero i Paesi con un Sistema Paese funzionante, con poca burocrazia e una tassazione sostenibile – come la Germania, l’Olanda, la Svizzera, ecc. – o addirittura nulla – come a Malta, nei Paesi Arabi, ecc.).

In Italia, per un motivo o per un altro che non starò qui ad indagare, continuiamo ad avere una tassazione troppo alta, un’offerta dei servizi talvolta carente, una burocrazia da pazzi a tutti i livelli e in tutti i settori, e un mondo del lavoro che tende a sfruttare sempre di più i singoli senza dare in cambio niente (perché con le paghe di oggi è impossibile vivere decentemente). Il sistema poi ti mangia e ti rigetta ad una velocità spaventosa, come è normale che sia al giorno d’oggi. Ma in Italia è mancante il passaggio successivo perché, se è vero che al giorno d’oggi è normale non avere un rinnovo di un contratto di lavoro, dovrebbe essere altrettanto normale e semplice trovarne subito un altro, con un naturale passaggio da un lavoro all’altro presente ormai in tutti i Paesi del mondo. Ma non qui. Sono mancanti poi dei sistemi meritocratici e prospettive di carriera, sistemi che premino i migliori.

In più mettiamoci un generale menefreghismo di molti giovani che, in ogni caso, stanno attualmente abbastanza bene e possono continuare a vivere la loro vita tutto sommato “agiata” grazie al sostegno dei genitori.

E quando finiranno i soldi..? Avete capito bene, i soldi finiranno! Questa crisi pilotata (da chi, ditelo voi) sta portando e porterà al prosciugamento di tutti i risparmi. Di qui a 20 anni la pacchia sarà finita, e allora forse qualcosa scatterà nelle teste dei giovani del futuro, perché non avremo più niente. Tra 10-15 anni la situazione sarà disastrosa, e allora in molti inizieranno a pensare a una rivoluzione, una vera rivoluzione per ristabilire diritti ed equilibri.

Analizziamo insieme le tre opzioni di lavoro possibili in Italia oggi:

  • Dipendente pubblico. Hai un posto di lavoro fisso, quasi impossibile perderlo (a meno che la combiniate proprio grossa..). Quasi impossibile ottenerlo: concorsi con decine o centinaia di migliaia di persone per accaparrarsi una manciata di posti. Prendi il tuo, puoi vivere dignitosamente.
  • Dipendente privato. Hai un posto di lavoro apparentemente fisso, ma l’azienda può saltare da un momento all’altro o, peggio, spostarsi all’estero senza margini di trattativa. A quel punto o la segui, o ti attacchi! Nella maggior parte dei casi però troverai un lavoro come cameriere, commesso, muratore, o cose di questo tipo. Se ti piace una soluzione di questo tipo, hai solo l’imbarazzo della scelta.
  • Lavoro in proprio. La tua “paga” dipende da molti fattori, ma certo è che non hai uno stipendio fisso e sul quale puoi fare affidamento. Il vantaggio principale è la libertà assoluta sulla propria attività. Ma dovrai rincorrere la burocrazia, fare i conti con le tasse, i controlli, ecc. Al momento è molto difficile fare impresa in Italia. L’unica sottocategoria del lavoro in proprio che funziona sempre (anche se in alcuni settori inizia a vacillare) è costituita dalle figure commerciali, i quali non hanno grandi costi e hanno solitamente ampi margini di guadagno con provvigioni molto alte. Ma non è cosa da tutti, servono ottime capacità comunicative e di vendita.

Detto questo, la conclusione è che forse le migliori opzioni per il giovane italiano di oggi per vivere dignitosamente in Italia sono le seguenti:

  • Rincorrere un posto da dipendente pubblico. Se ci riesci sei veramente fortunato perché rientri nei pochissimi eletti.
  • Trovare e specializzarsi in lavori basici come cameriere, commesso, muratore, ecc. In questi settori se perdi il lavoro o non ti rinnovano il contratto, hai ottime speranze di trovarne subito un altro. Una volta entrato, cerca di aumentare il tuo livello di formazione/specializzazione. Così facendo, aumenterai il tuo stipendio all’interno dell’azienda per la quale lavori (se quell’azienda offre tale opportunità) oppure troverai lavoro altrove dove offrono paghe migliori per quella specializzazione maggiore.
  • Diventare un Commerciale. Ma devi avere di base delle ottime capacità. Non è impossibile imparare, ma ciò implicherà un grande sforzo da parte tua. Individua i settori più economicamente virtuosi e mettiti alla prova. E’ un mestiere che deve piacere e che implica una costante formazione e motivazione.
  • In generale, sono sconsigliati gli altri lavori configurati come lavoro dipendente presso aziende private, perché da un momento all’altro possono saltare e, aimé, difficilmente troverai un altro lavoro subito. E’ ugualmente sconsigliato mettersi in proprio, a meno che tu abbia un capitale accumulato alle spalle per pararti da eventuali momenti in cui fatturerai immancabilmente poco, o avrai spese e tasse impreviste.

Se non volete andare in queste direzioni, e avete quindi aspirazioni diverse per la vostra vita, purtroppo la migliore soluzione è:

  • Espatriare. Chiaramente per cercare il lavoro a cui aspirate, non per fare il cameriere a Londra.. A quel punto è meglio se rimanete a farlo in Italia.

E’ una triste conclusione figlia degli ultimi anni. Qui in Italia non ci sono molte prospettive, ma alla gente sembra andare tendenzialmente bene così, accontentandosi di lavori poco remunerativi e senza prospettiva. Di qui a 20 anni, come dicevo, i soldi finiranno davvero e allora la gente, i giovani in primis, avranno una reazione, quella reazione che ribalterà tutto il sistema. Perché gli Italiani devono essere ridotti in miseria, prima di accorgersi che qualcosa non va.

Espatriare per 10-20 anni e tornare quando si saranno destati tutti sulla loro condizione, forse è l’opzione migliore. O forse domani l’Italia diventerà un Paese dove, noi giovani Italiani, torniamo sì, ma solo per le vacanze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Spam protection by WP Captcha-Free